Note storiche sull’enogastronomia elbana di Carlo Eugeni Slow Food Elba

Note storiche sull’enogastronomia elbana di Carlo Eugeni Slow Food Elba


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Nella nutrita bibliografia sull’Isola d’Elba non si trovano che rari cenni alla cucina del territorio, dalle ricerche che sono state fatte emergono ricette di una cucina molto semplice, più legata ad una cucina di terra che non di mare. Non bisogna dimenticare che circa il 70 % del territorio era terrazzato, si coltivava la vite, il grano ed ogni sorta di ortaggi. Gli Elbani in genere non hanno mai amato il mare, è dal mare dal quale giungevano  gli invasori Spagnoli, Francesi etc, la popolazione locale viveva arroccata nei paesi di montagna con la sola eccezione di Portoferraio e Porto Azzuro. Il resto degli abitanti viveva  con i  prodotti della terra, si andava a pescare con dei piccoli Guzzi, non ci si allontanava troppo dalla costa, in altre parole si faceva una pesca piuttosto circoscritta. Una buona parte del pescato veniva scambiato con prodotti del territorio era un economia povera e così si andava avanti. Il versante orientale, grazie alle Miniere di ferro, era più ricco rispetto a quello occidentale, da qui una maggior ricchezza di vecchie ricette della cucina locale. Bisogna attendere la fine del XVIII secolo per iniziare a trovare insediamenti lungo la costa ai quali fa riferimento il Pullè con queste parole: ”Dalla tendenza di approssimarsi al mare hanno avuto origine i Paesi delle Marine di Marciana, di Rio e di Campo, sorti si può dire in pochi anni ed oggi i più fiorenti per industria e commercio, destinati ad assorbire a poco a poco la vita dei Paesi situati a monte.  Intorno al 1880 si inserì nell’economia elbana la pesca del tonno, le tonnare dell’Enfola e del Bagno ebbero grande successo, si contano sull’isola 245 bastimenti da spedizione oltre un gran numero di più piccole navi e barchette.

La Marina di Rio e quella di Marciana sorsero quasi contemporaneamente, ma con finalità commerciali differenti: la prima  al servizio delle miniere di Rio, la seconda con una spiccata vocazione commerciale connessa all’esportazione del vino del luogo,che veniva già  prodotto già in epoca Romana, soprattutto nei territori di Marciana, Campo, Portoferraio e Capoliveri .Si esportava verso la Liguria, la costa Toscana ed il Lazio., naturalmente si esportava anche il tonno grazie alle tonnare dell’Enfola e del Bagno.

Olio ed Olivo: La coltivazione dell’olivo è sempre stata molto trascurata, il suolo ed il clima non potrebbero essergli più favorevoli. Molte colline dell’Elba dovrebbero essere dedicate all’olivo, per rendersene conto di persona basta percorrere la strada provinciale da Portoferraio a Marciana Marina, si inizia ora ad acquisire una certa coscienza del potenziale del territorio, la produzione dell’olio locale è in costante crescita, anche dal punto di vista qualitativo.

Produzione Vinicola: Fiorentissima anche per il Pullè,la produzione vitivinicola isolana:” La coltura dei vigneti è quella che fra tutte le industrie agrarie ha importanza massima essendovi impegnato più di un quarto del territorio, l’aumento della popolazione ha camminato di pari passo con lo sviluppo della produzione vitivinicola. Dobbiamo dar credito a chi ora produce il vino di aver negli ultimi anni fatto fare a questo prodotto un salto di qualità enorme. Il vino locale è ad un livello buono, si sposa bene con la cucina del territorio e merita più considerazione di quanta ne riceva. I vini da dessert locali. come l’Ansonica Passita, il Moscato e L’Aleatico, ricevono premi e citazioni dalla stampa specializzata ovunque vengono presentati, non credo che il vino dell’Elba abbia mai raggiunto in passato tali livelli di qualità.

Legumi: Diffusissimi i legumi la cui importanza nell’alimentazione isolana è evidenziata dalla loro denominazione locale che li identifica “Cibaie” venivano coltivati negli orti domestici o nella vigna tra i filari, fagioli, lenticchie, piselli, lupini, ceci, fave erano uno degli elementi base del sostentamento delle popolazioni rurali, addirittura si arrivava a venderli in Liguria.

Castanicoltura: Il territorio interessato, allora come oggi, è quello del marcianese con un estensione di circa 8oo ettari, la produzione di castagne, nelle quattro qualità:  marroni, carpinesi, scarlinesi, Selvane, raggiungevano una produzione di circa 6000 quintali. Il prodotto veniva per lo più consumato fresco, si produceva anche circa 400 quintali di farina, una parte veniva esportata in continente. Sia durante la prima guerra mondiale, che durante la seconda, le castagne hanno contribuito non poco al sostentamento della popolazione. Il castagno da legname veniva usato nelle Miniere di Rio Elba.

I Frutteti: Nonostante le condizioni climatiche favorevoli non abbiamo mai avuto una produzione di frutta  e di agrumi degni di questo nome, se ne produceva a sufficienza per il consumo locale,una parte veniva essiccata e consumata durante il periodo invernale o venduta ma sempre in piccole quantità. Si è da sempre prodotto un ottimo miele, come attualmente.

Pastorizia: Ad inizio del secolo scorso esistevano molti greggi di pecore e capre, sia nel versante orientale che in quello occidentale, numerosi sono i caprili che si trovano sparsi su tutto il territorio elbano. A cavallo fra la prima e la seconda guerra si producevano sul territorio formaggi e ricotte di ottima qualità,esistevano vari mattatoi e durante la primavera e l’autunno si potevano acquistare capretti ed agnelli come pure dell’ottimo latte, quella del pastore è sempre stata una attività malvista da una parte degli elbani, i pastori venivano accusati di  provocare incendi per far ricrescere la vegetazione  che agevolava la crescita di prati dove poter pascolare i greggi, si accusavano di devastare il territorio con i loro greggi al pascolo,questo portò alla decisione di chiudere molte zone al pascolo,di espiantare la macchia mediterranea  sostituendola con pini, abeti che niente hanno a che fare con il nostro territorio, di chiudere i mattatoi e di introdurre i cinghiali e mufloni vero flagello del territorio che tuttora prosperano indisturbati