Portoferraio, la Fortezza del Volterraio e le spiagge “di città”

Portoferraio, il porto per antonomasia dell’isola. Ma anche un vero e grande porto
nella storia; infatti abbiamo Horatio (il Nelson, il famoso e spietato eroe nazionale
inglese) che dopo aver trionfato su Napoleone nella battaglia di Abukir (nota anche
come battaglia del Nilo), bloccandolo sul suolo egiziano, definì l’antica Fabricia uno dei
porti di mare più protetti d’Europa.

portoferraio-isola-d-elba

Portoferraio! Così si chiama oggi, ma la comunità intenta ai commerci del ferro, nel
periodo romano era denominata Fabricia, Ferraia nel medioevo. E’ solo nel 1500 che
diviene una vera e propria e grande città. Sarà Cosimo I de’ Medici a deciderne la sua
fondazione, sarà la città di Cosimo, Cosmopoli appunto. Nel 1548 viene posta la prima
pietra e in pochi mesi le opere principali sono completate. Com’era Cosmopoli? Certo
dopo seicento anni la città di Cosimo è cambiata, ma per avere un’idea, anche
piuttosto fedele di com’era nel rinascimento, basta guardarla oggi. Una straordinaria
città fortificata! Straordinario è il profilo delle possenti fortificazioni rinascimentali,
piena di fascino è la sua forma di isola nell’isola che si staglia dal mare, slanciati e
imponenti sono i suoi forti, pieni di storia e di segreti sono suoi palazzi. Strano destino
quello di Cosmopoli-Portoferraio. Il destino di essere un porto. Fino in fondo. Oggi si
arriva a Portoferraio, si transita da Portoferraio, da qui si raggiungono le candide e
sabbiose spiagge meridionali dell’isola, gli animati borghi meta dell’agognata vacanza,
e forse si torna a Portoferraio giusto per partire imbarcandosi di nuovo sul traghetto
per tornare a casa. Che peccato però trascurare cosi tanto ben di Dio, non assaporare
il racconto che le eleganti e levigate scalinate in calcare rosa sanno regalare, il fascino
segreto della Darsena Medicea che nasconde il superbo e maestoso arsenale dove
Cosimo decise di far costruire le sue Galere a difesa delle acque tirreniche dalle
incursioni dei barbaresche. Vabbè, mi sa che a questo punto conviene fare due passi,
anche se il consiglio è di dedicare qualche giorno intero alla visita della città
rinascimentale per decifrarne pienamente la sua intima essenza. Facciamoci a piedi
tutta la Calata Mazzini, la passeggiata a mare che corre sotto le fortificazioni Medicee
e ci conduce nella parte più interna del porto antico: la darsena. Questa in prossimità
della punta del Gallo (ancora oggi si può vedere la torretta sopra la quale fu sistemata
una piccola scultura del noto animale) era chiusa da una gigantesca catena in ferro
che terminava agganciata proprio alla torre della Linguella, che sarà una delle nostre
mete. Alla fine del lungomare, dove sono ormeggiate tantissime barche, anche di
lusso, arriviamo al Molo Elba, di fronte a una delle porte di accesso al complesso
fortificato: la porta a Mare. E’ qui che il 4 maggio 1814 sbarcò lo sconfitto Napoleone,
a cui era stato assegnato con il trattato di Fontainbleau, per punizione, il principato
dell’Elba. Continuando la passeggiata lungo il mare arriviamo alla Torre della Linguella
(la fine della stretta lingua di terra della città), chiamata anche Torre del Martello (per
la sua forma) e Torre di Passanante (è qui che fu rinchiuso l’attentatore di Umberto I).
Ma torniamo alla nostra passeggiata. Il complesso che ospita la Torre accoglie anche i
locali del Museo Archeologico con reperti del periodo etrusco e romano. Le stanze del
Museo sono gli antichi magazzini del sale del 500 e successivamente ospiteranno le
celle del bagno penale. Nell’area della Linguella sono presenti anche i resti di una delle
più belle e sontuose ville romane marittime dell’Arcipelago Toscano. A ritroso
percorriamo il lungomare (Calata Buccari si chiama questo tratto) ed entriamo dal
piccolo accesso subito dopo i locali che ospitano la Croce Verde: arriviamo nel cuore
dell’attuale centro di Portoferraio, Piazza Cavour, dominata dalla cinquecentesca Porta
Mare che accoglie anche il locali della Gran Guardia presidio armato per il controllo
degli accessi (passiamo di fronte all’omonimo ed elegante bar). Se prendiamo a salire
verso la parte alta della città passeremo di fronte al superbo e imponente Palazzo
della Biscotteria, sede del municipio. L’elegante scalinata di fronte a noi è la Salita
Napoleone che conduce ad una delle residenze imperiali. Villa dei Mulini accolse
Napoleone quale residenza ufficiale: conserva inalterato il suo fascino nella memoria
del grande corso richiamando milioni di visitatori.

Nella parte alta della città è il complesso fortificato l’elemento più rappresentativo.
Infatti possiamo ammirare e visitare i due forti. Forte Stella; ospitava le guarnigioni e
si caratterizzava per la sua vocazione di alloggio e di avvistamento, posto sulla
sommità dello sperone roccioso a dominare il canale di Piombino. Forte Falcone; nella
posizione più elevata di tutto il complesso è l’elemento strategico per eccellenza.
Recentemente recuperato, ospita il museo della città ed offre nella sua complicata e
sorprendente multifunzionalità un’architettura versatile e straordinaria.
Tralasciamo le cose minori, anche se minori non sono… restano da vedere: il Teatro
napoleonico dei Vigilanti, un gioiello architettonico, il complesso fortificato che si
affaccia verso l’interno della rada e la Porta a Terra. Buona passeggiata!

Il castello del Volterraio, sospeso nel cielo, affacciato sul mare, a dominare imponente
il magico golfo di Portoferraio, offre un panorama straordinario. La fortezza (Geo
42.802501,10.38341) svetta dai suoi 395 metri in posizione impossibile, incastonata
nella roccia da cui emerge come per incanto. Il luogo fu scelto dagli etruschi per
edificare la prima postazione di avvistamento, e sempre nel periodo etrusco l’altura
faceva parte di un intelligente ed efficiente sistema di villaggi fortificati di collina, che
comunicavano fra loro mediante fuochi.

castello-del-volterraio

La struttura assume una fisionomia definitiva alla fine del 1200 quando la repubblica
marinara di Pisa decide il rifacimento della fortezza; così si legge nei documenti del
1298 e nelle tavole di progetto redatte da Vanni di Gherardo Rau, architetto in Pisa.
Nel Rinascimento, al tempo della edificazione di Cosmopoli – Portoferraio (1548), il
Volterraio è quasi sicuramente in rovina, infatti nel provvedimento in cui Carlo V
assegna a Cosimo de’ Medici questa parte di isola, si legge che imperatore concede a
Cosimo il territorio di Portoferraio e la “bicocca del Volterraio”. Successivi interventi di
recupero e di fortificazione esterna portano intorno al 1600 alla realizzazione di una
cinta muraria, al cui interno viene edificata la Chiesetta di San Leonardo, oggi in
rovina. Di recente il monumento è stato acquisto dal Parco Nazionale dell’Arcipelago
Toscano e finalmente è stato anche approvato il definitivo progetto di restauro e di
recupero. Da circa un mese, fino ai primi di giugno, la Fortezza sarà di nuovo
visitabile, accompagnati dalle guide del Parco Nazionale. Da giungo in poi è prevista
un’altra tranche di opere di restauro. La Fortezza, l’unica mai espugnata all’isola
d’Elba, è testimone e simbolo della storia e della cultura locali. Il contesto
paesaggistico nel quale si inserisce il Volterraio è davvero straordinario. Le rossastre
rocce magmatiche contrastano con il verde intenso della macchia mediterranea, i
profumi decisi delle essenze della gariga (lavanda, elicriso, cisto) accompagnano la
breve ma faticosa ascensione (circa 40 minuti, attenzione il fondo è sassoso e
sconnesso). All’arrivo ci aspetta un panorama mozzafiato, alla nostra destra il profilo
della dorsale orientale e all’orizzonte la forma esile, ma decisa dell’isola di Pianosa, di
fronte a noi la parte centrale dell’isola con le morbide colline e gli ampi golfi
meridionali, e l’inimitabile morfologia del golfo di Portoferraio – Cosmopoli, alle spalle il
massiccio imponente di monte Capanne … ma non è finita, sulla nostra destra la
selvaggia isola di Capraia e perse, nell’azzurro intenso del cielo le montagne innevate
della Corsica e Capo Corso, proteso verso il nord.
Nelle immediate vicinanze del porto commerciale di Portoferraio, un bel viale conduce
verso la costa nord, dal lato opposto del porto. E’ qui che incontriamo il parco delle
Ghiaie (Geo 42.817487,10.324068), un ombreggiato giardino pubblico con alberi di
alto fusto e spazi gioco per bambini; il litorale offre la suggestiva presenza della
singolare e spiaggia delle Ghiaie, costituta da levigati e candidi ciottoli granitici.

fondali-portoferraio

I fondali antistanti, impreziositi dalle verdi macchie della prateria di posidonia, per
trasparenza e nitidezza, specie nelle giornate di scirocco, sono straordinari. Di fronte
alla spiaggia, si staglia il profilo dello Scoglietto (Geo 42.828307,10.330612), piccola
isoletta con un faro di segnalazione. E’ questa la Zona di Tutela Biologica delle Ghiaie
il cui perimetro si estende da punta Falcone allo Scoglietto fino a punta Capo Bianco; è
stata istituita nel 1971, la prima in Italia, per motivi di studio e di ricerca è oggi
divenuta, grazie alla protezione, alla vigilanza e collaborazione dei diving locali, una
straordinaria nursery per tutte le specie ittiche oltreché strumento eccezionale di
conservazione dell’habitat marino. Con una nuotata, un po’ di snorkeling o con
un’immersione, assisiti dai diving locali, avrete la possibilità di ammirare buona parte
della flora e della fauna marina del Mediterraneo. Dalla spiaggia, con una bella
nuotata verso ovest è possibile raggiungere punta Capo Bianco, che nasconde un‘altra
suggestiva spiaggia (Geo 42.820919,10.314894), con faraglioni e grotte e con
caratteristiche simili a quella delle Ghiaie. Prima di arrivare a Capo Bianco si incrocia
la preziosa insenatura di Cala de Frati (Geo 42.817952,10.319561), inaccessibile a
piedi (solo via scoglio dalla costa, circa 15 minuti, bagnandosi un po’). I fondali dello
Scoglietto sono caratterizzati da franate con profondità fino a 25 metri. Vi
immergerete accompagnati da alcuni notevoli esemplari di cernie. Negli anfratti
rocciosi e nelle cavità della rocce sommerse trovano il loro habitat ideale moltissime
specie ittiche: capponi, mustelle, gronghi e murene corvine. Se, in prossimità della
spiaggia, portate con voi piccoli pezzi di pane sarete subito circondati da caroselli di
pesci, e lo stesso succederà, (anche senza pane!) nelle immersioni allo Scoglietto:
saraghi, cefali, salpe, occhiate, castagnole, orate e boghe. Anche i predatori: dentici,
ricciole e palamite. Per le immersioni è opportuno rivolgersi ad uno dei diving
autorizzati, sapranno guidarvi e consigliarvi l’immersione migliore.

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